[TR] Sichuan e road trip nell’anticamera del Tibet


Challenger

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Che invidia. Ho una voglia matta di vedere il Tibet, mi sono divorato i video di una ragazzina cinese che se l'è girato in scooter, ma ovviamente a noi non è concesso.

Qualche tempo fa ho letto Eat the Buddha, una storia per l'appunto di un villaggio tibetano dove, ogni tot, qualcuno si dà fuoco. Pura propaganda, ovviamente!
Un mio collega cinese l'ha girato in moto una quindicina di anni fa, lo invidio parecchio.
Non ho letto il libro, cercando su internet ho letto che il villaggio in questione e' Ngawa, sempre in Sichuan, 80km a ovest di Hongyuan (probabile che sia una delle zone off-limits per gli stranieri). Leggo che racconta dell'arrivo delle truppe comuniste durante la lunga marcia, in effetti fuori da Songpan c’è un grosso monumento dedicato all'arrivo dei "liberatori". Non l'ho fotografato ma era ben visibile dalla strada.
 
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Challenger

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Continuando la discesa, che sembra interminabile, dentro la valle di Heishui, il paesaggio diventa inaspettatamente sempre più arido. Ad un certo punto si giunge davanti al villaggio tibetano di Se’ergu, che si rivela un’interessante sorpresa.
È un antico villaggio posizionato strategicamente su un pendio che domina la valle, fatto di case di pietra, come venivano costruite qui le abitazioni fino a non molto tempo fa, con stretti vicoli e scalinate, e un sistema per portare l’acqua dalla montagna verso le abitazioni.
La via di accesso














La cosa insolita di questo posto è che a differenza di qualunque cosa in Cina che abbia un minimo di interesse turistico/storico/culturale, non è stato completamente commercializzato e trasformato in trappola per turisti. Mi aspettavo di trovare il solito posto restaurato (se non finto), pieno di negozi e ristoranti, magari ricavati nelle case espropriate ai residenti originali e date in gestione a commercianti di fuori… in realtà il posto è autentico ma deserto. Sono l’unico turista, non c’è una biglietteria o un guardiano e nemmeno un negozio dove comprare una bottiglia d’acqua. Ha un’atmosfera da borgo medievale, o di un centro storico di un paesino sulle Alpi.
Peccato che alcune case siano diroccate o parzialmente crollate, soprattutto nella parte alta del villaggio. Alcuni residenti vivono in case restaurate nella parte bassa, la maggior parte si è trasferita nel villaggio nuovo di fianco.
In giro ci sono alcuni cartelli anche in inglese (approssimativo) con spiegazioni su alcuni degli edifici e le loro funzioni






Da queste parti si usa mettere delle rocce bianche sopra gli stipiti delle porte di ingresso delle case








È un labirinto. Man mano che si sale le case sono più vecchie e semi-distrutte, con stanze minuscole. Alcune sembrano fortificazioni medievali.








Il villaggio nuovo, sulla sinistra


Uscendo dal villaggio, a cui si accede da uno stretto ponte, riesco finalmente a trovare un minuscolo negozietto per comprare l’acqua. Faccio notare al negoziante che non e' stato facile trovarlo, strano per un posto del genere, e da quanto comprendo della sua risposta, il governo locale ha cercato di sviluppare il villaggio come centro turistico ma i residenti originali non vogliono vendere le loro vecchie case, e cercano per quanto possibile di mantenere il villaggio come volontari.
Prima di ripartire faccio qualche foto col drone, pensando a come doveva essere vivere qui in passato. In tutta la valle dalla strada si vedono altre case simili in pietra, alcune crollate












Dopo altra strada e una specie di canyon (peccato non potersi fermare in sicurezza per godersi il panorama e fare foto), si confluisce in una valle più ampia che è quella che si farebbe scendendo direttamente da Songpan verso Chengdu senza allungare dall’altopiano.
Siamo in Mao County (nome non correlato al grande timoniere, questo significa “lussureggiante”), zona che è stata fortemente devastata dal terremoto del 2008 che ha fatto oltre 100mila morti, raso al suolo intere cittadine e causato una miriade di frane. La città è stata completamente ricostruita, si spera con misure antisismiche...

Il lago di Diexi, formatosi dopo che un altro terremoto negli anni ’30 ha fatto franare un pezzo di montagna ostruendo la valle, creando un nuovo lago.


Punto panoramico con una torre su cui si può salire per ammirare il panorama.




Due passi nel vicino villaggio


Arriviamo nella cittadina di Mao County, che non è proprio piccola per i nostri standard ma ha solo 3 hotel (anzi locande) che accettano stranieri: il primo rifiuta la prenotazione lo stesso, col secondo va meglio e si rivela davvero ottimo, spazioso e in condizioni impeccabili, proprietari gentilissimi e con un giardinetto in stile tradizionale cinese. Ha anche un ristorante con buone recensioni online, quindi non dobbiamo cercare altro per cena, e infatti mangiamo benissimo. Un piatto del posto è carne di yak cotta al vapore coperta da un impasto di farina di (non ricordo quale) cereale, che ricorda molto la polenta.

Il governo locale ha incentivato la coltivazione di frutta per spingere l’economia, dicono che clima e terreno siano adatti, e ci sono frutteti tutt’intorno


Vista notturna con complessi di edifici nuovi con architettura ispirata a quella tradizionale. L






Il giorno dopo partenza in direzione Chengdu, attraversiamo Wenchuan, altra città divenuta tristemente famosa per il terremoto del 2008, anche se oggi non se ne vedono i segni (ci sarebbe un museo sul terremoto ma non sono riuscito a trovarlo). Ormai quasi arrivati alla periferia di Chengdu, usciamo prima a Dujiangyan, un posto famoso per il complesso sistema idraulico costruito in antichità per gestire l’acqua che arriva dalle montagne (incluso lo Yangtze) e ridirezionarla in diversi canali per irrigare le coltivazioni in pianura e ridurre le alluvioni.
Da quanto ho capito è stato trasformato in una mezza trappola per turisti, quindi lo evito e ci dirigiamo invece alla vicina riserva dei panda di Qingcheng mountain, consigliato perché è poco affollato e permette di vedere gli animali da distanza ravvicinata (ci sono altri 3 posti a Chengdu e dintorni dove si possono vedere i panda, sono più grandi e con più animali, ma molto più frequentati). I panda sono più attivi di prima mattina. Peccato che pioviggina costantemente.


È la prima volta che vedo i panda dal vivo ed è un’esperienza emozionante. Peccato che il posto tiri fuori il peggio dei turisti locali. Non tutti eh, bisogna sottolinearlo, ma davvero troppa gente incivile che fa chiasso e urla per attirare l’attenzione dei panda dove dovrebbe regnare un religioso silenzio… inquietante la necessità di dover mettere ovunque divieti di lanciare sassi e oggetti contro gli animali.
Tutto questo mi lascia il dubbio su quanto sia giusto tenere questi animali confinati in spazi così ristretti piuttosto che in libertà nell’ambiente selvatico, anche se dubito della loro sopravvivenza dato che ormai sono mezzi addomesticati dall’uomo.
Comunque, non sono qui per giudicare ma per condividere questo viaggio, e quindi eccovi una carrellata di foto di…
Panda che dorme


Panda che si gratta le chiappe


Panda che riflette sul senso della vita


Panda in lunch-meeting




Io quando suona la sveglia




Posa logo WWF. Dopo aver rischiato l’estinzione, ora grazie ai programmi di conservazione la popolazione in natura è aumentata, anche se parliamo di un paio di migliaia di esemplari, per di più a rischio per la costante riduzione del proprio habitat (principalmente le foreste del Sichuan, appunto) per mano dell’uomo.




C’è anche il panda rosso, che a dispetto del nome non è imparentato col più noto panda gigante di prima, anche se ne condivide in parte l’habitat e le abitudini alimentari. Leggo che passa fino a 13 ore al giorno a mangiare. Il bambù di cui si ciba ha poco nutrimento, quindi per sopravvivere deve consumarne quantità industriali




Finita la visita ai panda, breve sosta pranzo e altro lungo tragitto, di nuovo verso le montagne, ma questa volta più a sud in direzione Siguniang mountain. È la seconda montagna più alta del Sichuan, e nelle (rare) giornate limpide è visibile da Chengdu.
(foto di repertorio di Chengdu, Siguniang è la vetta innevata a sinistra, sotto il trattino nelle marche)


(continua...)
 

BAlorMXP

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Ho recuperato tutto d’un fiato la seconda parte e mi ha dato forte ispirazione per le prossime zone di visita. Il migliore amico del mio ragazzo è di Mianyang e convengo con te che la città, per essere di quelle dimensioni, non è affatto male.


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Challenger

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Eravamo rimasti alla strada per Siguniang mountain. Anche qui i panorami sono incantevoli e si passa accanto alla riserva naturale di Wolong, dove vive un buon numero di panda selvatici. Fino a pochi anni fa bisognava varcare un passo a oltre 4000m, dalla strada sterrata notoriamente pericolosa e chiusa per mesi all'anno, ora invece c’è una lunghissima galleria più in basso che attraversa il ventre della montagna e accorcia la percorrenza da Chengdu a 4 ore di auto. Ancora più in basso, c’è una ancor più lunga galleria per l’ennesima ferrovia in costruzione che a breve renderà il viaggio ancora più comodo (e temo contribuirà al turismo di massa).
Poco prima di arrivare sui tornanti inizia a nevicare, poi entriamo in un nebbione padano (tecnicamente siamo dentro una nuvola), prima volta in questo viaggio che mi sento a disagio a guidare, l’auto ovviamente non ha le gomme da neve (e non credo si usino da queste parti).
In ogni caso una volta passata la lunga galleria le condizioni migliorano e pochi minuti dopo arriviamo alla nostra locanda nel villaggio di Rilong ai piedi delle montagne, a poco meno di 3000m.
Molti hotel mettono a disposizione in reception dei concentratori di ossigeno per chi soffre l’altitudine, anche perché in caso di emergenza per trovare un ospedale serio bisogna tornare indietro a Chengdu.
La montagna è nascosta dalle nubi


Punto panoramico con vista su Rilong


Parte nuova del villaggio con hotel, locande e qualche ristorantino. Non c’è molta scelta per mangiare.

…l’ambulanza del villaggio deve aver visto tempi migliori

Siguniang significa “quattro ragazze” perché si tratta di un massiccio con quattro distinte vette, la più alta di 6250m, scalata per la prima volta nel 1981 da un team di alpinisti giapponesi e in seguito da pochi altri tra cui un team misto di americani e cinesi nei primi anni 2000 (se interessati, qui su Youtube c’e’ un bel documentario su questa impresa, con riprese di questi posti oltre 20 anni fa!). La montagna è considerata molto difficile da scalare e pericolosa, tant’è che ogni tanto qualcuno ci lascia le penne.
Noi ovviamente non siamo qui per fare alpinismo e ci limitiamo ai percorsi turistici. Ci sono tre valli parallele vicino alla montagna: Shuangqiao, Changping e Haizi. Le prime due sono più lunghe e seguono la stessa logica di Jiuzhaigou: si entra con biglietto e si gira la valle con i bus turistici che la percorrono su e giù fermandosi ai punti più interessanti. La terza valle è quella più vicina alle quattro vette ed è preferita da chi fa hiking serio sui sentieri di montagna, e per salire in quota.

Il piano prevedeva di vedere due valli nei due giorni seguenti, ma all’indomani piove senza sosta e fa davvero freddo, quindi rinunciamo e passiamo la giornata in relax passeggiando nel villaggio e nel centro turistico dove c’è una biglietteria. Al piano terra c’è un piccolo museo geologico con esposizione di rocce e minerali locali con spiegazioni sulla storia e geologia di questa regione, peccato che è tutto in cinese. Al piano di sopra una mostra fotografica con splendide immagini e TV con un documentario sul fotografo autore delle foto (questo almeno ha i sottotitoli in inglese)


Un prodotto locale è la variante tibetana della pianta di “shaji”, in inglese “sea-buckthorn” (non so in italiano, su Wikipedia esce il nome scientifico Hippophae), una pianta resistente al freddo e alla siccità, che ultimamente è stata introdotta nelle regioni aride del nord-ovest per combattere la desertificazione.
Dalle bacche arancione brillante ci fanno un succo di frutta di cui i negozianti ne descrivono le proprietà miracolose, ma a parte quello ha un gusto davvero buono (foto da Wikipedia, mi sono resto conto di non avere foto delle piante):


Pranzo con pietanze classiche della cucina sichuanese: germogli di bambù, Gongbao jiding (noto all’estero come Kung Pao chicken), Mapo tofu e una specie di focaccia più tipica della cucina tibetana (le ho viste spesso in giro fatte con diversi tipi di cerali, consumate al posto del solito riso come principale fonte di carboidrati).


Il giorno dopo, il meteo finalmente migliora e, dovendo scegliere, puntiamo a Shuangqiao valley che dicono sia la più bella come paesaggi anche se le vette di Siguniang mountain non sono visibili perché nascoste da altre montagne in mezzo.
Il servizio coi bus è comodo, portano in fondo alla valle, a 35km dall’ingresso e quasi 4000m di altitudine, da lì poi si torna indietro scendendo in bus o a piedi, anche se le distanze sono parecchio lunghe (l’ideale sarebbe scendere in bicicletta! Ma non si può…). Paesaggi idilliaci


















































Usciti, il villaggio di Rilong verso il tramonto


L’imboccatura della valle di Changping




Il giorno dopo è già ora di tornare a Chengdu. Vista dalla strada, in mezzo a strati di nuvole.


Purtroppo certi punti sono pieni di spazzatura




Restituita la macchina vicino all’aeroporto di Chengdu-Shuangliu, dopo 1500km percorsi, ci rechiamo in stazione e poi treno per Chongqing, ultima tappa.


(continua...)
 

Challenger

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E' sempre piu' interessante. Grazie
Spettacolare! Grazie di averlo condiviso!
Posti veramente bellissimi e foto di ottima qualità come sempre!
Grazie!

Ho recuperato tutto d’un fiato la seconda parte e mi ha dato forte ispirazione per le prossime zone di visita. Il migliore amico del mio ragazzo è di Mianyang e convengo con te che la città, per essere di quelle dimensioni, non è affatto male.
Ottimo! Chengdu e Mianyang sono in posizione strategica per raggiungere le montagne in tempi ragionevoli

Sono l'unico che non sopporta i panda?

Il Fredo Corleone della famiglia degli ursidi.
Ahah ma no dai, dal vivo sono ancora più carini 🤣
Come si fa a non apprezzare un animale che passa meta' del tempo a mangiare e il resto a dormire 🙃

Dai, i panda di per sé sono goffamente adorabili. È l'uso politico che ne viene fatto ad essere stomachevole.
Vero, ma per l'appunto non e' colpa dei panda stessi. Tra l'altro il governo cinese mantiene la proprietà anche su eventuali cuccioli nati dai panda prestati (o meglio, affittati, e' un business redditizio) all'estero.
 

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Che viste meravigliose!

Altro che i panda 👹

Ahah ma no dai, dal vivo sono ancora più carini 🤣
Come si fa a non apprezzare un animale che passa meta' del tempo a mangiare e il resto a dormire 🙃
A confronto coi grizzly, gli orsi polari, l'orso marsicano, to' persino quello con gli occhiali del Peru' sono veramente il cugino inane della famiglia.
 

Challenger

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Chongqing una volta faceva parte della provincia del Sichuan, ma dal 1997 è una città con la sua divisione amministrativa indipendente (insieme a Pechino, Shanghai e Tianjin). In epoca moderna è diventata importante dal 1937 quando divenne per un breve periodo la capitale della Cina di Chiang Kai-Shek durante l’invasione giapponese, dopo la caduta di Nanchino. Qui vennero spostati frettolosamente gli uffici governativi e traslocate le fabbriche che si erano riuscite a salvare. La posizione in una regione montuosa, spesso avvolta dalle nuvole e foschia la rendeva meglio difendibile dai bombardamenti giapponesi durante tutta la seconda guerra mondiale, che causarono comunque molti morti e danni.
La città ha poi continuato ad essere un importante centro industriale e ha avuto un forte sviluppo a partire dai primi anni 2000.
Negli ultimi anni ha puntato anche sul turismo, ed è diventata un caso esemplare di posto diventato famoso nel mondo essenzialmente grazie ai social e video virali. Credo che ancora una decina d’anni fa nessuno si sarebbe sognato di considerarla una meta particolarmente turistica, mentre ora è molto di moda.

Effettivamente Chongqing è un po’ diversa da tutte le altre grandi metropoli cinesi: prima di tutto non è in pianura, il che ha influenzato l’urbanistica e architettura. La parte centrale di Chongqing è il distretto di Yuzhong, una lunga penisola situata alla confluenza dello Yangtze ed un altro fiume, piena di grattacieli e intricate vie che seguono il profilo verticale dato che è tutto costruito su una ripida collina. In questo ricorda un po’ alcune zone di Hong Kong. Poi ci sono tanti dettagli, non necessariamente belli, ma piuttosto unici: i palazzoni attaccati uno all’altro (nel resto della Cina quelli nuovi tendono a distanziarli con ampi viali alberati), la metro-monorotaia panoramica, la funivia, le strade sopraelevate che sembrano sospese sopra i fiumi o tra i palazzi, le scale mobili e ascensori per spostarsi da una via all’altra, i ristorantini di hot-pot con tavoli e sedie in strada o sui marciapiedi, e di sera luci e neon in una quantità che supera la media già alta del resto del paese.

Due passi in centro nei pressi dei lungofiumi. Gli aerei in avvicinamento a CKG ci passano esattamente sopra.






Qui potrebbero fare il remake di Fantozzi che prende l'autobus




Huguang hall, vista solo da fuori






Panorami serali


Hongya Cave, nonostante l’aspetto tradizionale è un moderno complesso commerciale super-affollato, appena mi sono reso conto della bolgia infernale in cui mi stavo infilando ho preferito scappare via. Non so se sia sempre così (strano perché era un normale giorno feriale), ma sia lì che sul ponte era una di quelle situazioni in cui vieni compresso e spintonato dalla folla e fai fatica a muoverti.










La linea 2 della metro-monorotaia, da prendere anche solo per godersi la spettacolare vista sulla città, sia di giorno che di sera


Sempre lungo la linea 2 c’è la famosa stazione di Liziba con i treni che attraversano un palazzo. Altro posto diventato famoso sui social, ora ci va talmente tanta gente che hanno costruito una piattaforma esterna al marciapiede per allargare lo spazio ed evitare che la gente si accumulasse in mezzo alla strada.






Metro in livrea speciale




Essendo diventato un posto molto turistico, la stazione è ora in un labirinto multipiano di negozi che vendono di tutto, tra cui i “panetti” di preparato per hotpot unto e piccante, il piatto celebre di Chongqing, e gli ingredienti essenziali: salse piccanti, peperoncino e le due varietà di pepe del Sichuan, rossa e verde.






E su quest’ultima spezia devo aprire una piccola parentesi perché non tutti la conoscono: la cucina sichuanese è famosa per il sapore che in cinese chiamano “malà”:
Là=piccante (dovuto al peperoncino)...
Má=il gusto che arriva dal pepe del Sichuan, che è diverso dal classico pepe. Contiene una sostanza chimicamente simile alla capsaicina del peperoncino, che quando viene a contatto con i recettori del gusto anziché la sensazione di caldo/piccante produce una specie di “intorpidimento” sulla lingua, non saprei davvero come descriverlo. Un mio collega una volta lo descrisse come “un massaggio alla lingua”. Potrebbe non piacere, ma consiglio di provarlo almeno una volta in un ristorante cinese... provate a chiedere se hanno dei piatti málà! O con il solo pepe del Sichuan se non piace il piccante…




Altra cosa comune in Cina: le scale mobili fatte a metà.


Visita a Ciqikou Ancient Town appena fuori dal centro, anche se di antico ha ben poco, nel senso che è stata ricostruita come posto turistico, mantenendo uno stile tradizionale e riempiendo il tutto di negozi e ristoranti. Raggiungibile comodamente in metro dal centro.






Ultime foto prima della partenza, purtroppo il tempo a disposizione era poco e non sono riuscito a vedere molto altro a Chongqing.
















Ritorno in metro al T2 di CKG. I pax in partenza devono firmare questa dichiarazione al check-in. Che ovviamente non legge nessuno...


Per essere il terminal vecchio non è affatto male


Fauna locale




Volo notturno e di nuovo posto corridoio, quindi non vedo una mazza.
Sbarchiamo a Hongqiao davanti al piazzale dei jet privati che sono sempre un bel vedere


Fine

Grazie per aver letto fino a qui! :)
 

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Il pepe del Sichuan è veramente interessante come "effetto"... Gran bel TR, grazie!
 
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